Nicola Gaifami guida un’azienda attiva nel noleggio di macchine per sollevamento e lavoro cantieristico

 

La sua famiglia è un quintetto base con tanto di sesto uomo. Nicola Gaifami ha sei figli: Pietro, Carlo, Chiara, Michele, Matteo e Paolo. La sua azienda è entrata da poco a far parte della famiglia di Basket Carugate: Novital Rent è un’agenzia attiva da quindici anni nel noleggio di macchine per sollevamento e lavoro cantieristico. La partnership è nata un po’ per caso ma che ha messo d’accordo le due parti sin da subito: “Siamo contenti di essere stati coinvolti. Vedo una grande passione dietro il lavoro di Paolo Gavazzi e del suo staff e personalmente rimango sempre colpito quando c’è un approccio del genere. Il basket è un gioco di squadra e io, essendo padre di sei figli, so bene quanto sia fondamental, ma soprattutto quanto questo valga su moltissimi ambiti”.

 

Una scommessa vincente

Novital Rent è una realtà che nasce da un’idea, quella di sfruttare un settore che, negli Anni 90, ancora doveva svilupparsi al meglio e proprio per questo presentava grandi opportunità. Nicola ne ha intuito il potenziale, un po’ come fa un direttore sportivo quando scommette su una giocatrice giovane e di talento. Dalle ceneri di Movital, la vecchia società dove lavorava, e con l’aiuto di un nuovo socio, oltre che del supporto finanziario delle banche (“Abbiamo restituito tutto, fino all’ultimo centesimo”), Nicola ha rimesso in piedi l’azienda, cambiando il nome con la modifica della lettera iniziale, diventando Novital Rent, con sede ad Agrate Brianza. Oggi è una squadra di venti persone tra commerciale, amministrativo, assistenza tecnica e operatori. “Non siamo tantissimi, diciamo che abbiamo una panchina molto corta ma siamo multitasking. Grande flessibilità insomma, dove tutti imparano a fare tutto. Credo sia un po’ anche la direzione del basket moderno, dove i giocatori alti due metri e dieci sono in grado di farsi tutto il campo in palleggio”.

 

Una famiglia di sportivi

Anche Nicola ha un passato da giocatore. “Pessimo però. Ho giocato a Busto Arsizio ma ero un somaro. Diciamo che il mio è stato un timido tentativo, così sono passato a fare l’arbitro per un po’, e guadagnare qualche spicciolo”. Sei figli, almeno uno buono ce ne sarà, a stare sul parquet. E invece no. “Si sono dedicati al calcio e va benissimo così, tra prima e seconda categoria. Qualcuno gioca anche a beach volley, ma ovviamente il lavoro è un’altra cosa.

 

Sei per sei… per sei

E a proposito di lavoro, uno dei suoi sei figli, Michele, è diventato in azienda il suo braccio destro: “Quando ha finito il liceo mi ha detto subito che voleva darmi una mano. Se ero contento? Lusingato più che altro. Adesso è con me da sei anni”. Il numero sei non è casuale. Sei sono i figli del nonno paterno. Sei sono i figli del padre. Proprio come Nicola. E tra poco è Natale: la sensazione è che una sola tavolata potrebbe non bastare.